Oggi la fotografia in bianco e nero va proprio forte: è diventata una forma di arte alla portata di tutti. Nelle scuole di settore si moltiplicano i corsi per scattare in analogico e alcuni smartphone di ultima generazione sono addirittura muniti di una fotocamera per la cattura monocromatica. Insomma, il passato è tornato di moda: infatti, anche la cara antica pellicola sta recuperando terreno sulla macchinetta digitale.

Nonostante ora ci sia questa forte nostalgia per gli scatti in analogico, la storia della fotografia è stata una corsa verso il futuro.

Per assaporare ancora il piacere di uno scatto analogico in bianco e nero basta recarsi a Roma, a due passi da via Nazionale, presso la dolceVita Gallery. Qui Marcello Geppetti, grande fotografo del ‘900, ospita le sue opere. Come gli occhi di Sophia Loren che incrociano quelli di Vittorio De Sica o quelli di una giovanissima Brigitte Bardot; la vita quotidiana di Audrey Hepburn, assorta mentre fa la spesa, si incrocia e si confonde coi riflettori puntati sulla decappottabile di Anita Ekberg che sfreccia via dai paparazzi. Il lavoro del grande fotografo romano sul mondo si spinge fino al nero degli anni di piombo, nel decennio Settanta, su una strada riecheggiante di proteste e lastricata di violenze.